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Legnaia di Pisa:
la pastura, l’antiporto della Calcesana
e le mozze bufaline

Il “comune di Legnaia” di Pisa è ricordato nel Quattrocento da un registro del monastero di San Michele in Borgo. Non è citato dalle altre fonti edite o, almeno non ne abbiamo trovate. Nel Repetti e internet cede il passo all’omonimo grosso centro vicino a Firenze.

1) “Pesso uno di terra ditto la guardia o vero la pastura di santo Michele di Borgo posto nella cappella della Trinità fuori delle mura di Pisa, tiene un capo al Portone o vero fosso di Portone della strada Calcesana e parte in ditta strada Calcesana, l’altro capo parte nella Vicinaia et parte in Vachareccia, lato uno nel fiume d’Osari, l’altro lato parte nella strada Calcesana per infino al capo della via Vachareccia et parte nella strada d’Asciano al ponte Seragone alla Vicinaia. Chiamata antichamente la guardia de’ Visconti, quanto ell’è per misura dentro a ditti confini, tutto è di santo Michele di Pisa”.

Note:

cappella della Trinità = un registro inedito, sempre di San Michele in Borgo, la ricorda nel 1289. Il libro Chiese di Pisa, 2, 1991 parla solo della chiesa moderna con lo stesso titolo a Ghezzano consacrata nel 1982.
Portone o fosso di Portone della strada Calcesana = prendeva il nome dall’ingresso nelle mura, protetto da un fossato. Qui iniziava la strada (oggi provinciale) Calcesana, che collegava la città con i Monti e la fertile piana nord orientale di Pisa. Aveva un antiporto (vedi sotto).
via Vaccareccia = indica una via “riservata” al percorso dei grossi boviniche nella zona trovavano pascoli abbondanti e acquitrini (per i bufali) e potevano essere indirizzati ai mercati vicini e lontani, come ad esempio a Pontedera.
fiume d’Osari = è l’Auser che allora doveva arrivare a Pisa in parallelo con la strada proveniente da Lucca (statale 12), raggiungerne le mura, e piegare poi a occidente.
strada d’Asciano = corrisponde alla strada diritta detta via dei Condotti.
ponte Seragone = attraversava il fosso della Vicinaia e doveva trovarsi presso l’incrocio di via Giacomo Puccini e via dei Condotti che nell’Ottocento separava Legnaia dalla zona detta ancora “Saragone”.
Vicinaia = Oggi il fosso giunge presso Pisa dalla zona di Calci ed è conosciuto come primo tratto del Fiume Morto.
guardia = così il glossario del Du Cange, 2: “Curia, id est territorium, cujus curam gerit Comune, vel terra, aut villa ...” [corte, cioè territorio, del quale il pubblico gestisce l’amministrazione, o terra, o meglio villa-tenuta].
Visconti = importante famiglia magnatizia pisana. L’ultima della casata fu Giovanna, figlia di Nino, deceduta nel 1339. Probabilmente vendette la pastura ai monaci nel 1337 - anno citato dal manoscritto.
Il quale documento annota anche come la pastura fosse condotta a livello dagli eredi di un certo Simone da Pontedera per il canone, alle calende di novembre, di cento lire e, alle calende di maggio, di cento libbre (più di 33 kg) di “moze” bufaline. Stando al Vocabolario della Crusca la “moza”, era il “cacio contenuto in una vescica stretta da una legatura di giunco” (la nostra mozzarella di bufala?).

2)“Pesso uno di terra posto nelle predette confine presso all’antiporto della strada Calcesana in luogo detto Pratale nella guardia de’ Pellicai et tiene un capo quasi verso oriente in predetta strada, l’altro capo quasi verso occidente in terra di Puccio di Fieravante, lato uno verso aquilone in terra di Bonino di Filippo clerico ***, aliud latus verso messo dì in terra dello Spidale Nuovo, et è per misura staiora sei”.

Note:

antiporto della strada Calcesana = forse un vasto cortile, o meglio un’area di scambio e di sosta presso le mura, dove iniziava la strada Calcesana e si regolava il flusso delle persone che entravano o uscivano dalla città.
Pratale = il luogo a nord est della città è attraversato oggi dalla via di Pratale, strada di importante traffico veicolare.
guardia dei Pellicciai = era anch’essa un territorio-pastura di proprietà di una famiglia con questo nome, come la guardia dei Visconti e la guardia di San Michele in Borgo. In altri manoscritti è Pelliparii con lo stesso significato. Derivava dal mestiere esercitato, quello dei lavoratori del pellame.

Paola Ircani Menichini, 14 giugno 2019. Tutti i diritti riservati.

Particolare della mappa ottocentesca del catasto di Ghezzano, purtroppo molto deteriorata: vi si leggono i nomi dei luoghi Legnaia e Saragone.

La cappella della SS. Trinità ricordata in un documento del 1289 di San Michele in Borgo in fondo alla prima riga e all’inizio della seconda (“ ... in capella sanctae Trinitatis ...”).