Un articolo di qualche tempo fa

TRE CELEBRI ORATORI - LA DEVOZIONE MARIANA A ROMA E IN TOSCANA NELL'ULTIMO VENTENNIO DEL '400

In Italia e in Toscana le belle opere d'arte e d'architettura legate alla devozione alla Vergine aumentarono in modo considerevole nell'ultimo ventennio del Quattrocento, allorché i signori, gli enti pubblici e i facoltosi privati pensarono, in piena fioritura rinascimentale, quasi facendo a gara, di acquisire merito in Cielo e prestigio in terra, prendendo l'iniziativa di un progetto importante o favorendone la costruzione.
L'impulso partì da Roma, dove fu edificato il celebre oratorio di Santa Maria della Pace, progettato dal fiorentino Baccio Pontelli (+ 1494 ca) ed eretto nel luogo dove si trovava la chiesa di S. Andrea degli Acquaricciari.
Sotto il portico di questo antico edificio era presente la prodigiosa immagine della Vergine della Virtù, dinanzi alla quale i pontefici, assieme ai fedeli romani, si recavano di frequente a pregare per il ritorno alla concordia dei principi italiani e per risparmiare alla Città Eterna guerre e miseria.
Sisto IV (+ 1484) prese l'iniziativa.
Essendo in angustia per i minacciosi progetti bellici del re di Napoli, fece voto alla Madonna di Sant'Andrea, come scrisse, di conferirle una sede più degna.
Quando i lavori erano a buon punto, nel dicembre 1482, vide premiata la sua intraprendenza dalla riconciliazione con il re nemico.
Fu la ragione per la quale volle che il tempio si chiamasse di Santa Maria della Pace.
Lo affidò il 15 settembre 1483 alla custodia della Congregazione dei Canonici Lateranensi e poco prima di morire, il 17 aprile 1484, volle dargli più considerazione con una bolla di indulgenza.
Ugualmente i papi successivi promossero per la chiesa della Pace ulteriori privilegi e splendidi ornamenti.
Andando in Toscana, nell'ultimo ventennio del Quattrocento la devozione alla Vergine si manifestò con l'erezione di un secondo celebre oratorio: la Madonna della Pietà presso il castello di Bibbona nella Maremma pisana, oggi in provincia di Livorno.
Nacque anch'esso a seguito di eventi prodigiosi e di 'paci', come scrisse il fiorentino Luca Landucci nel suo Diario: "E in questo tenpo molto si parlava d'una divozione di Nostra Donna trovato a Bibbona, d'un tabernacolo fuora di Bibbona, un trarre di balestro; ch'è una Vergine Maria a sedere con Cristo in braccio come si levò di croce, come si dipingono l'altre Pietà.
La quale cominciò insino a dì 5 d'aprile 1482, la quale si trasfigurava, cioè diventava d'azurra rossa, e di rossa poi nera e di diversi colori.
E questo dicono avere fatto molte [volte] insino a questo dì, e sanato diversi infermi e fatto molti miracoli e di molte paci, intanto che vi correva tutto mondo […] e io ò parlato a molti che dicono di veduta averla veduto trasfigurare, in modo ch'egli è necessario a crederlo".
I lavori di costruzione del santuario, supportati da numerose donazioni, iniziarono prestamente nel giugno dello stesso anno, promossi da Bartolomeo Soderini vicario del vescovo di Volterra e priore di San Frediano a Firenze.
Vennero realizzati da Vittorio Ghiberti (+ 1496), figlio del celebre Lorenzo, in veste di architetto, con la supervisione del provveditore Ranieri di Iacopo da Tripalle pisano.
L'edificio fu concluso nelle parti essenziali nel 1483.
Venne progettato a croce greca, coperto tutto a mattoni e con una cupola slanciata che aveva sopra una lanterna ora non più esistente.
Ancora oggi possiede una imponente bellezza, che stupisce per il contrasto con le dimensioni del paese presso il quale è ubicato.
Ebbe anche un convento annesso i cui custodi furono prima i frati dei Canonici Regolari Conventuali e dal 1598 i Carmelitani.
A seguito della cosiddetta 'soppressione innocenziana' dei piccoli monasteri di campagna (1652), diventò semplice rettoria e attualmente è sede di parrocchia, senza più alcuno status di santuario mariano.
Il tempio di Bibbona precedette di poco nella costruzione un terzo celebre oratorio di Toscana: Santa Maria delle Carceri di Prato.
Anche in questo caso, secondo la devota tradizione delle apparizioni mariane, il 6 luglio 1484 un fanciullo, Iacopino Belcari detto della Povera, vide animarsi l'immagine di una Madonna col Bambino, dipinta sulla parete delle carceri pubbliche della città (dette delle Stinche, come a Firenze).
Il suo racconto suscitò gran stupore e un imprevisto concorso di persone e di offerte che dettero l'impulso a realizzare una bella basilica.
La progettò l'architetto preferito di Lorenzo il Magnifico, Giuliano da Sangallo (+ 1516) che fece costruire un elegante edificio a croce greca e nel quale innestò, all'incrocio dei due bracci, un attico quadrato a reggere, sopra un tamburo con dodici finestre, la copertura della cupola e la lanterna.
La chiesa della Madonna ebbe fin da subito come rettori quattro cappellani e un priore custode.
La sua immagine miracolosa, venerata da pratesi e forestieri, fu adornata a lungo da considerevoli doni portati per grazia ricevuta.
Tra essi veniva ricordato per la sua originalità un ex voto inviato da una famiglia di Ferrara, scampata allo spaventoso terremoto che colpì la città nel 1570.
Giuliano Guizzelmi, giurista pratese contemporaneo, scrisse ampiamente sull'origine e la religiosità legata al tempio delle Carceri.
In un Memoriale (1488-1519) riportò la notizia di un suo pellegrinaggio anche alla Pietà di Bibbona, intrapreso con la sincera devozione caratteristica della sua epoca: "Ricordo chome a dì 6 di octobre io andai col mio capitano alla Vergine Maria di Bibona et in candele et denari offersi soldi octo et danari quattro per lo amore di Dio di decta Vergine gloriosa".

13 dicembre 2019.
Pubblicato in Reality Magazine, 94 - dicembre 2019.
Tutti i diritti riservati.




IL CONTADINO SULLA TORRE DI PISA
Il Diario serio faceto degli VIII viaggiatori alla città di Pisa e Livorno in occasione della Luminara scritto da Agostino Rabatta ricorda una tragicomica escursione compiuta nel 1817 da lui, che era un prete, e dai suoi compagni, anch’essi almeno in parte religiosi.
Ha la stile di una lettera inviata da Firenze a un certo Massimiliano “amico carissimo” ed è datata 22 giugno.
Inizia con: “Sempre vero il proverbio che semel in anno licet insanire” [una volta l’anno è lecito impazzire] ...
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RICORDI DI VADA NEL 1396
Si legge in questo documento:
“Positum est curie ab infrascriptis consulibus et sindicis die vigesimotertio martii quarte indictionis” [depositato in corte dagli infrascritti consoli e sindaci il 23 di marzo nella quarta indizione], da attribuirsi all’anno 1396. Continua:
“Dinansi a voi Diotaiuti di Bartholomeo capitano della capitanaria di Vada e di Razignano per lo comune di Pisa:
Andrea di Guccio e Gaddo di Vannuccio del comune di Razignano consuli et sindici del dicto comune consulato et sindicato nome per lo dicto comune denunsiano: Antone di Puccio dal Tregulo abitante nel comune di Razignano et Bartalo di Menicho del dicto comune di Razignano, di ciò et sopra ciò, cioè che dicti Antone et Bartalo venneno a paraule ingiuriose per certi denari che adimandavano l’uno all’antro” ...
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UN MEDICO PORTOGHESE A SAN MICHELE IN BORGO DI PISA
Il “medico di famiglia” non è una figura professionale dei tempi moderni. Nei fatti lo troviamo già nelle città tra Cinque e Seicento presso “famiglie” particolari, come ad esempio quelle religiose.
A Pisa ne danno testimonianza le carte del monastero di San Michele in Borgo che non era un’eccezione in questo campo.
L’assunzione era semplice e avveniva con una scrittura privata.
Così i registri riportano: ...
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TRE CHIESE A CECINA (1777)
Nella seconda metà del Settecento sono ricordate tre chiese a Cecina, in un periodo storico che ne stava modificando l’aspetto e le prospettive rispetto al passato.
Cecina era stato un villaggio di origine antica (mai identificato a pieno per la scarsezza delle carte), decaduto dopo le tante devastanti guerre degli eserciti italiani e stranieri discesi nella Penisola nel Basso Medioevo e nel primo secolo dell’Età Moderna...
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LUTERANI A PISA
Premessa. A partire dall’ultimo decennio del Quattrocento, la crisi della Chiesa e delle città italiane ebbe un andamento più o meno parallelo nella sua espansione.
Le conseguenze più vistose, come si scrive in tutti i libri di storia, furono lo scisma del Protestantesimo, le guerre civili e le invasioni devastanti di eserciti stranieri chiamati in soccorso di questo o quel signore, ma in realtà efficaci solo pro domo sua. …
Pisa ebbe la sua parte di complicazioni ...
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Per il ciclo di conferenze "Bacco, le Fonti della cultura", il 27 ottobre 2018, nel Comune vecchio di Bibbona, Paola Ircani Menichini presentato lo studio: "Bibbona: Castello, terre e famiglie nel Cinquecento"

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E SAN MICHELE IN BORGO DI PISA RINACQUE (SECC. XVI-XVII)
San Michele in Borgo di Pisa, secondo un modo di dire dei cronisti religiosi, fu un monastero “glorioso”. L’abate camaldolese reggente ebbe riconosciute la dignità di vescovo e la facoltà di celebrare pontificali.
Non erano cose di poco conto....
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CLEMENTE VII E CATERINA DEI MEDICI IN VIAGGIO A MARSIGLIA
iL PASSAGGIO IN TOSCANA

Nel 1533 papa Clemente VII (1478-1534) viaggiò fino a Marsiglia per incontrare re Francesco I e celebrare il matrimonio di suo figlio Enrico con la pronipote Caterina de’ Medici.
I Diaria Caerimonialia (pp. 168 e ss.) ne fanno il resoconto tramite la penna di Biagio dei Martinelli da Cesena cerimoniere pontificio ...
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DUE CURIOSITA' SU PIAZZA DEL PONTE DI PISA
LA LOCANDA DELLA PERNICE E IL RIALZO DEI TETTI
LE RIMOSTRANZE DI UN NOBILE INGLESE

L’abbellimento della città di Pisa con la trasformazione positiva delle strutture esistenti, ebbe come oggetto nel 1754 la revisione dell’aspetto della piazza del Ponte – oggi piazza Garibaldi –.
Dopo aver ricostituito il Casino (le Stanze) dei Nobili nella casa dei Canonici di Nicosia, il Commissariato si rivolse all’ingegnere Alberico Venturi per un parere sulla spesa dei lavori di pareggiamento dei tetti di alcune case e la ricostruzione di finestre più grandi, al fine di “ornare e decorare la Piazza del Ponte, e facciata dell’Arno”...
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I CERVI DI STAGNO
COSIMO I DE’ MEDICI A CACCIA NELLE PALUDI TRA PISA E LIVORNO

Cosimo I de’ Medici (Firenze 1519-1574), prima duca e poi granduca di Toscana, fu persona di forte volontà.
Riprese in mano lo stato compromesso dalle guerre italiane ed europee, ne riorganizzò l’amministrazione e promosse importanti opere di fortificazione e ampliamenti-risanamenti delle città.
Fu favorito da una natura iperattiva, grazie alla quale affrontò l’impresa di governare, viaggiò a lungo a cavallo, sentendo poco la fatica della sella, e gli piacque passare intere giornate all’aria aperta nelle campagne, praticando la caccia. ...
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SOLDATI AUSTRIACI A PISA NEL 1744
Nel 1744 la truppa austriaca “ammalata” soggiornò a Pisa.
Era l’epoca della cosiddetta Guerra di Successione asburgica (1740-1748) e a Velletri tra il 10 e l’11 agosto si erano scontrate le truppe di Sua Maestà la Regina d’Ungheria Maria Teresa e quelle ispano-napoletane del re Carlo di Borbone.
L’esercito austriaco aveva avuto la peggio. ...
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Firenze ANTIMETAFISICA? Delinquenza e redenzione in città dal 1722 al 1753
Il Diario delle cose più notabili seguite in Firenze dall’anno 1722 fino al presente giorno (manoscritto della Biblioteca Nazionale, fondo Vincenzo Capponi 54), presenta un buon numero di ricordi sulla società del tempo.
Il compilatore forse era un appassionato di “cronaca nera” ante litteram, perché riporta soprattutto morti o degenze per aggressioni, per incidenti, per incendi, per suicidi, per sentenze di impiccagioni o semplicemente per malore ...
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RE GUSTAVO III DI SVEZIA A SAN GIULIANO TERME
Gustavo III re di Svezia (Stoccolma, 1746-1792) soggiornò ai Bagni di San Giuliano Terme di Pisa verso la fine del 1783.
Fu, questo sovrano, una figura di spicco nella storia del suo paese anche se rientra nella categoria dei despoti illuminati.
Pose fine all'Età della Libertà svedese con un colpo di Stato (1772), ma allo stesso tempo rivalutò lo splendore della monarchia e dell'impero, promosse riforme a favore del liberalismo economico e fu patrono della libertà di stampa, delle arti e della letteratura.
Fondò nel 1786 l'Accademia Svedese che oggi consegna i prestigiosi premi Nobel...
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CERAMICHE “VOLTERRANE” A VETULONIA
Un buon numero di manufatti “di produzione volterrana” degli antichi artigiani del quotidiano si trovano a Vetulonia nel Museo Civico Archeologico “Isidoro Falchi”.
In due vetrate sono custoditi esemplari di ceramica a vernice nera di eccellente tecnica e impasto, qualificata geograficamente a causa della fitta presenza nelle necropoli vicine a Volterra e nel territorio circostante.
È detta anche di “Malacena” (Monteriggioni), anche se non è noto dove fossero precisamente le officine.
I reperti sono venuti alla luce negli scavi delle necropoli ellenistiche, cioè del periodo storico convenzionalmente compreso tra la morte di Alessandro Magno (323 a.C.) e la battaglia di Azio (31 a.C.).
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...E QUANDO I LAVORATORI NON AVEVANO IL RIPOSO FESTIVO (1891, ALESSANDRO ROSSI)
“La Rassegna Nazionale”, anno XIII, volume LXII, 16 dicembre 1891, ha le pagine ingiallite dagli anni.
Ma gli articoli sono sempre interessanti dal punto di vista storico. Ad esempio quando parlano di cose che oggi sembrano scontate, ma che un tempo non lo furono affatto.
Ci riferiamo alla “promozione del riposo festivo per i lavoratori”. Fu questo il tema dell’interpellanza parlamentare nella seduta del 2 dicembre 1891, pronunciata dal senatore Alessandro Rossi e diretta all’ on. Bruno Chimirri (+ 1917) ministro di agricoltura, industria e commercio.
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QUANDO GLI SCRITTORI AVEVANO POCA SIMPATIA PER LE PIANTE GRASSE
Le piante grasse probabilmente giunsero in Europa con i viaggi di Cristoforo Colombo.
Nulla però è documentato o dimostrabile riguardo alla loro comparsa.
La prima relazione su un Cereus (il classico cactus a colonna) con allegata figura, è datata 1576, autore il medico e botanico fiammingo Matthias de l’Obel, nel libro Plantarum seu stirpium historia...
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MONTANARA A KLAGENFURT
Klagenfurt, capitale della Carinzia (Austria) ha una sua bella Stadtpfarrkirche – chiesa cittadina parrocchiale – e nell’interno un monumento “toscano” ...
Non si trova riprodotto in rete ed è questo il motivo che ispira l’articolo.
Il suddetto monumento è formato da due parti. Nel cartello inferiore, che fu apposto nel 1994 a cura della Kameradschaft Fm. Radetsky KTN – “Fratellanza del Fm. Radetsky”, Carinzia – è scritto in tedesco (traduzione nostra)... .
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LA PISA DELL’AMMIRAGLIO
LA CARTOGRAFIA CINQUECENTESCA DI PIRI RE’IS E DI BATTISTA AGNESE
A PORTO SANTO STEFANO

Nel giugno 2016 a Porto Santo Stefano presso la sede del Centro Studi “Don Pietro Fanciulli” è stata allestita una mostra permanente sulla Cartografia storica della Costa d’Argento.
Realizzata con più di una quarantina di carte geografiche impresse su piastrelle di ceramica, resta anche oggi a ornare i muri perimetrali di un ampio cortile.
Si parte dalla Tavola Peutingeriana di epoca romana (III sec.) e si arriva all’Ottocento.
Nel 2017 ne fu fu stampato un catalogo con gli scritti di Gualtiero Della Monaca, Daniele Busetto, Giuseppina Scamardì e Nicola Ucciferri.
Il valore artistico e storico della mostra è indubbio. Carte geografiche disperse nel mondo sono state riunite a testimoniare l’Argentario nei secoli con i colori brillanti della ceramica.
Due di esse, di una certa ampiezza, mostrano anche luoghi più distanti ma sempre in Toscana, quali Pisa e il suo litorale.
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L’AGOSTO DI SOLŽENICYN E L’IMMAGINE NON-FATTA-DA MANO-D’UOMO
Lo scrittore russo premio Nobel Aleksandr Isaevic Solženicyn (1918-2008), scrisse diversi romanzi che sono stati letti in tutto il mondo. Di questi “Agosto 1914” è considerato da molti critici il migliore.
La trama si sviluppa all’inizio del Primo Conflitto Mondiale sulle vicende del colonnello Vorotyntsev, ufficiale di Stato Maggiore inviato dal quartier generale del granduca Nicola (autorità suprema dell’esercito russo) alla Seconda Armata che sta invadendo la Prussia orientale sotto il comando del generale Alexander Samsonov.
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DANTE E LA BOTANICA
Nel 1865 la pubblicazione di “Dante e il suo secolo” fu un evento per Firenze e per l’Italia.
Il volume presentava (e celebrava degnamente il VI centenario della nascita del Poeta) i contributi di autorevoli scrittori, cioè dei saggi di un originale valore che il tempo non ha attenuato.
Quello di padre Giovanni Antonelli sull’astronomia fu l’occasione per “Dante e le stelle di Almagesto” scritto qualche tempo fa.
Accenni alle scienze botaniche nella Divina Commedia di Roberto De Visiani (Sebenico, 1800 – Padova, 1878) invece sarà illustrato qui sotto, al modo di una recensione.
De Visiani, dunque, iniziò il suo saggio commentando su come Dante non potesse tralasciare questa scienza “vaga fonte” di ogni genere di “ornamenti”.
Dichiarò anche che in un’opera tanto astratta era necessario servirsi di “quanto di grande e di bello è nella natura e nella morale”.
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LA PESTE DANZANTE DEL 1518
Nel mese di luglio di cinquecento anni fa, una strana mania conquistò la città di Strasburgo.
I cittadini a centinaia furono costretti a ballare, apparentemente senza motivo, entrando in trance per giorni, fino allo stato di incoscienza o, in alcuni casi, fino alla morte.
Così lo scrittore Ned Pennant-Rea in uno degli eventi più bizzarri della storia.
La spiegazione dei medici, le convinzioni, le ipotesi degli storici, un parallelismo che le suggestioni e le “infezioni” psichiche dei nostri tempi ... Leggi

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SAN FRANCESCO DI VICOPISANO - NOTIZIE INEDITE
La cittadina di Vicopisano, situata a circa 20 km da Pisa, ha avuto una storia gloriosa dal punto di vista militare e della difesa del territorio.
Sede di un forte presidio e di cruente battaglie nel passato, ancora la rocca e le torri ne testimoniano l’importanza strategica e sono occasione di rievocazioni storiche che vi si svolgono con la bella stagione.
Non solo imprese guerriere. Esiste una storia civile di Vicopisano che non è secondaria e nella quale si inscrivono le vicende della religiosità cattolica, in particolare di quella francescana.
È poco nota, e il ricercatore, anzi, è un po’ sorpreso che le pubblicazioni sul territorio ne diano solo degli accenni.
Parliamo di un convento dei frati Minori Conventuali, intitolato proprio al Poverello.
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LE ACCADEMIE DEL BUONUMORE
Nel Jurende’s Mährischer Pilger (Il Viandante Moravo di Jurende), libro di affari e di intrattenimento per tutte le Province dello Stato Imperiale Austriaco – delle quali all’epoca faceva parte anche la Toscana – si trovano piccoli tesori di storia e di cultura.
Ad esempio in quello del 1831 a p. 133:
“156. Qualcosa sulla storia delle compagnie letterarie.
Nel 1423 a Tolosa fu fondata un’Accademia di scienza giocosa, probabilmente una delle più antiche con il nome: ‘La divertente Società dei Trovatori di Tolosa’...
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QUANDO LA BANDA (TOSCANA) MARCIO'...
Nella storia della Toscana esiste una parte che non riguarda monumenti e arte.
È meno appariscente e poco studiata, ma ugualmente interessante. Concerne l’esercito e i soldati, che furono raggruppati in una milizia detta “banda”.
Presente in forma diversa già nel Medioevo con l’organizzazione dei Comuni rurali (ma qui il discorso da fare sarebbe lungo e lo rimandiamo ad altri momenti) fu ripristinata e riprogettata dal granduca Cosimo I (m. 1574) favorendo le truppe locali per presidiare il territorio.
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ANTONIO FELICE MATTEI TEOLOGO DI PISA “IN GRAN CREDITO PRESSO LA REPUBBLICA LETTERARIA”
Sulle principali e consultatissime enciclopedie online (p. es. Wikipedia e Treccani) o nei siti web locali toscani non ho trovato una biografia completa del p. teologo Antonio Felice Mattei che lasciò opere significative per la conoscenza della storia della Chiesa Pisana, della Sardegna e del suo Ordine dei Francescani Conventuali.
Resta tuttavia onorato anche oggi da un importante sepolcro nel Camposanto monumentale di Pisa, città che lo ospitò per molti anni.
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TERRE E TEMPI DI COLOGNOLE (COLLESALVETTI)
Hanno un certo fascino alcuni paesi della Toscana, che è una regione di poche pianure, perché stanno abbarbicati su una altura, circondati da boschi e macchie, in zone poco frequentate. Nonostante questo, i loro abitanti del passato furono pienamente “toscani”, nel senso bello del termine. Ovvero parteciparono lealmente alle vicende e agli usi della comunità maggiore e realizzarono piccole o grandi opere d’arte per migliorar se stessi e la qualità della vita, sentendosene fieri.
Così avvenne per Colognole, paese nella provincia di Livorno e nel comune di Collesalvetti, il cui territorio ha un’estensione di circa 25 km quadrati e che, nella parte che guarda il mare è ricoperto di boschi mentre nella parte verso la via Emilia, almeno fino al dopoguerra, si coltivavano più o meno estensivamente vite e olivo. Allora dichiarava circa 750-800 abitanti, che erano soprattutto contadini, muratori e manovali. ...
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LA RANA NELLA SABBIA. I BRONZI DI DEPUYDT-CANESTRARO A BRUGGE IN BELGIO
Tutto il mondo è paese, e vale il proverbio pure per il nord Europa, dove i fatti accaduti riguardano l’Italia solo indirettamente. Le notizie sono state diffuse anche da una mail di amici.
Si tratta del furto delle statue di bronzo perpetrato all’inizio di questo giugno nella piazza t' Zand di Bruges o Brugge, che dir si voglia, nelle Fiandre. ...
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ALLA RISCOPERTA DI TABERNACOLI-EDICOLE E ORATORI LUNGO LE STRADE DELLA CITTA' DI VOLTERRA
Il seguente testo è stato scritto e letto da me medesima in occasione della presentazione del libro di UMBERTO BAVONI, Alla riscoperta di Tabernacoli-Edicole e oratori lungo le strade della Città di Volterra (2018), avvenuta nel foyer del teatro Persio Flacco di Volterra il 31 maggio. Del suddetto libro ho curato l’impaginazione e la grafica ...
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MOSCHE E CANI
Uno scritto di Lino Penati del 1966
Le mosche che fermarono i faraoni – Il cane pastore che piaceva a re Olaf

Diffusa in una ventina di specie e una dozzina di sottospecie dal 10° parallelo a Nord dell’equatore fino al 30° Sud (quasi in vista del Capo di Buona Speranza) la mosca tse-tse (Glossina sp.) rappresenta da millenni una sfida all’insediamento proficuo dell’uomo nel continente africano.
In altre parole la tse-tse è stata ed è tuttora [nel 1966, ma anche oggi, N.d.r.] un formidabile ostacolo alla penetrazione dell’uomo in vaste aree del continente Nero per il fatto che essa diffonde (meccanicamente per semplice trasporto o dopo cicli d’evoluzione nelle ghiandole salivari) protozoi portatori di gravissime malattie per l’uomo e per gli animali domestici. Basta citare la tristemente famosa malattia del sonno nell’uomo e il tripanosoma brucei, rhodesiense, evansi, responsabili di affezioni (nagana, ghendi surra) che colpiscono allo stesso tempo animali domestici, uomo e antilopi, bovini, cammelli, cani. ...
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IL GRANDUCA COSIMO II E LA CURA DELL'ACCIAIO
La morte del granduca Cosimo II avvenuta nel 1621 sottolineò un momento di crisi per la Toscana, il cui ridimensionamento culturale ed economico rispetto alle altre nazioni europee era iniziato almeno una cinquantina d’anni prima.
Nei tempi precedenti la fine, il granduca forse poté intuire la decadenza del suo mondo, ma tutto sommato lo vide e lo sperimentò ancora nella stessa maniera dei suoi avi.
In Italia il granducato ricopriva sempre un posto di primo piano nella politica comune e in Francia, nazione tra le più potenti, regnava la cugina Maria, anche se afflitta dai dissapori con il figlio Luigi XIII. La Guerra dei Trent’Anni era appena cominciata (1618-1648) e non aveva manifestato ancora tutta la sua crudezza, dilaniando la Germania e la stessa Europa.
La Toscana quindi poteva dare ancora un valore alle beghe confinarie e dinastiche tra gli staterelli italiani e Cosimo governante ...
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UN VIAGGIATORE TEDESCO DELL'OTTOCENTO TRA LA SPEZIA, SARZANA, LUCCA, PISA E LIVORNO
Non esiste, a quanto è possibile vedere, la traduzione in italiano del Reise durch Italien vom Jahre 1828 bis 1830, scritto da J. B. Hegemann e pubblicato a Munster nel 1835.
Non ci sono notizie nemmeno del viaggiatore e poco aiuto riceviamo dalle banche dati di internet, anche se il libro fu recensito all’epoca da alcune riviste e dalla Royal Geographical Society (1836).
Dopo di ciò, nulla, almeno di accessibile al pubblico più vasto ... neanche lo scioglimento delle iniziali del nome di battesimo dello Hegemann.
Il Reise si compone di 477 pagine che meriterebbero di essere conosciute in Italia nella loro traduzione completa.
Avendo mezzi modesti, riporto la versione di solo otto di esse – dalla 235 alla 242 – riguardanti il viaggio XVIII, da Genova a Firenze.
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MAGGIO "ILLUMINATO"
È opportuno e fa piacere ogni tanto dare un’occhiata ai manoscritti del mondo: in particolare, questa volta, a quelli del Medioevo sopravvissuti ai secoli.
Non sono africani ma europei: precisamente dell'Inghilterra e hanno la qualifica di illuminated manuscripts (manoscritti miniati).
Il primo maggio il sito della British Library ne ha messo in evidenza uno che è un calendario di circa mille anni fa, etichettato come "Cotton MS Julius A VI" (sec. XI).
La pagina naturalmente è quella del mese maggio, in cui, a quanto scritto, sembra che arrivi (quasi) l'estate …
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VOLTAIRE E BUDDA
CRITICA E IRONIA POSSONO ESALTARE?

Il saggio, di cui di seguito è riportata la sintesi, tratta di un modo di comunicazione e approccio che risalgono nel tempo più indietro di quanto si potrebbe pensare.
Bisogna infatti rifarsi a Ignazio Loyola quando, successivamente alla costituzione della Compagnia di Gesù (1539), inviò i suoi missionari nelle terre lontane. Chiese loro lettere dettagliate che descrivessero le attività, i popoli e i luoghi incontrati.
In Francia, nel XVIII secolo, tali resoconti vennero riuniti, come Lettres édifiantes et curieuses, in 34 volumi pubblicati tra il 1702 e il 1776. Furono diffusamente letti durante l’Illuminismo, e servirono come fonti importanti per Denis Diderot, Jean le Rond d’Alembert e L’Encyclopédie. ...
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CHI AVRA' CURA DEI LIBRI DEI POPOLI?
I MANOSCRITTI DEL MALI

Una storia nuova e interessante del nostro presente ...
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IL «RE DI VETRO»
Il re Carlo VI, sovrano di Francia dal 1380 al 1422, ebbe una strana convinzione: credeva di essere fatto di vetro.
Era questa una fissazione comune a diverse persone nel Medioevo e agli inizi dell'epoca moderna perché il vetro era tenuto in un'alta considerazione per le sue 'misteriose' caratteristiche.
Oggi il vetro non ha più segreti. Restano affascinanti le metafore e la più alta poesia ...
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LA PORTA ROSSA E LA TORRE VERMIGLIA
È sorprendente scoprire come nelle città e nei borghi di Toscana si trovino frequentemente luoghi e vie dette di Porta Rossa oppure di Torre Rossa.
Perché questo colore ebbe tanta fortuna nel passato?
Non è una domanda oziosa.
Il colore rosso delle torri e delle porte ha un preciso significato "legale" nella Toscana, nell'Italia e nell'Europa medievale ...
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AUGURI DI BUONA PASQUA CAMMINANDO TRA I FIORI CON IL "GIARDINIERE"


IL SOPRINTENDENTE PELEO BACCI A SAN PIERO A GRADO DI PISA: LA RELAZIONE E GLI APPUNTI
Una basilica che da sempre ha affascinato i pisani e il resto del mondo. Gli scavi del Soprintendente tra 1919 e 1920 e gli edifici antichi ...
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POESIA RELIGIOSA IN CHRISTINA ROSSETTI
È stata analizzata in un saggio del 2014 di Simon Avery, Christina Rossetti: Religious Poetry qui tradotto e proposto nei suoi temi essenziali.
Parentesi: la celebre poetessa inglese ebbe un nonno toscano, Gaetano Polidori di Bientina, a sua volta medico e poeta.
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ISTANBUL 1947: LE DEVOZIONI NELLA PARROCCHIA DI SANTA MARIA DRAPERIS E LA MADONNA DELLA LETTERA
Ci sono delle carte significative che si trovano per caso, ma chissà se poi proprio lo è, un “caso” …
Parliamo di un foglio sciolto rinvenuto in un faldone d’archivio ... appartiene ai Frati Francescani dell’Osservanza e riguarda la chiesa parrocchiale di S. Maria Draperis di Istanbul, dove questi religiosi sono tutt’ora presenti. Contiene alcune notizie sulle devozioni lì praticate. La data è il 1947 ...
Tra di esse quella alla "Madonna della Lettera" Leggi


IN VINO LAETITIA ATQUE IDEM LOQUACITAS
Un articolo segnalato suscita una certa curiosità (almeno per me). Come il Proibizionismo incoraggiò le donne a bere, autrice Erin Blakemore.
Quando negli stati Uniti l'alcol divenne illegale (1920) il risultato fu l'opposto di quello che ci si aspettava.
Per tredici anni la gente assetata infranse apertamente la legge facendo baldoria e ubriacandosi ...
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EDUCARE CON FATICA – TRASCURARE SENZA SFORZO
Esempi d'archivio, nella Bibbia e nella letteratura
Oggi sono evidenti, in tutti gli ambienti interessati, due correnti di pensiero antagoniste (tra virgolette) che sono due impostazioni di comportamento: una parla ancora dell'’importanza della educazione, come caratteristica dell'’essere umano nella sua essenza.
L'’altra afferma che è bene, tutto sommato, lasciare andare le cose come devono andare e che le persone “hanno il diritto” di comportarsi come meglio credono, in quanto non è possibile modificarne il carattere o il modo di agire ... Alla fine si deve solo comprendere e scusare.
Va da sé che qui parleremo, nei nostri limiti e senza voler fare un trattato, della prima impostazione ...
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RICEVIAMO DA JSTOR
– 9 febbraio 2018 – 16 febbraio 2018 – 23 febbraio 2018
Sono segnalati vari articoli e fra questi:Una canzone pop italiana americanizzata
di Vittoria Traverso (sito Atlas Obscura).
1972: Adriano Celentano canta "Prisencolinensinainciusol" ed ebbe subito gran successo ...
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Dedicato al convento di San Marco di Firenze – INNO DI SAN DOMENICO

Gaude Mater Ecclesia,/ laetam agens memoriam,/ quae novae prolis gaudia,/ mittis ad coeli curiam.
Rallegrati Madre Chiesa,/ che facendo felice memoria,/ mandi alla corte del cielo / la felicità dei figli.
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Paola Ircani Menichini, LA CHIESA E IL CONVENTO DI SAN GIROLAMO DI VOLTERRA (1445-1992)
, Accademia dei Sepolti e Fondazione San Lino in San Pietro, Volterra-Ladispoli novembre 2017, pagg. 316.

Il monumento di San Girolamo di Volterra sembra sopravvivere oggi anche come monito delle identità perdute. Tanti sono gli avvenimenti che videro protagonisti i religiosi, la maggior parte non conosciuti. Si trovano narrati nel libro attraverso i documenti custoditi, ma sarebbe meglio dire sepolti, negli archivi.
I primi tre capitoli sono dedicati ai ricordi che vanno dal 1445 al 1992, alla famiglia religiosa e al culto pubblico nelle sue molteplici forme, secondo la bella e secolare tradizione della Chiesa cattolica. Seguono le schedature degli ambienti di chiesa e convento, corredate dalle fotografie scattate dalla Soprintendenza di Pisa negli anni ’70 del Novecento. Infine la preziosa documentazione: le delibere del Comune medievale sulla fondazione, le Memorie del p. Antonio Bocchini sul finire del secolo XVIII, l’assegnazione dei locali alla parrocchia, i danni della seconda guerra mondiale … e altro ancora.
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