RICORDARE E COMPRENDERE



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SS. Annunziata

Segnalazione di:

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di Claudio Menichini
su App Store (per chi ha il Mac o similia).


Nel 2009

Ha collaborato con una consulenza alla rappresentazione svoltasi nell'ambito del festival Teatrale a Montecastelli Pisano il 16 agosto, ore 21,45:

Giusto Landini, eroe popolare defenestrato

Regia e sceneggiatura di Mario Rossi.
Giovedì 18 giugno, Parrocchia di S. Matteo di Livorno, ore 21 sala 51 della parrocchia, conferenza sul tema:

Religiosità popolare e Compagnie Laicali nella Livorno del granduca Pietro Leopoldo (sec. XVIII)

Sono stati ricordati i benefici ecclesiastici, gli effetti del giansenismo, le numerose compagnie laicali di Livorno del tempo, e gli avvenimenti legati alle riforme del proposto Antonino Baldovinetti e alla rivolta popolare di S. Giulia del 31 maggio 1790. Molti gli intervenuti. L'organizzazione era curata da Bruno Ferri e Vittorio Passetti.
Il 31 maggio, ore 17, incontro a Querceto di Volterra sul tema:

Ricerche d'archivio su Querceto nel Cinquecento e nel Seicento.

Tempo così e così ma diversi partecipanti. Interessanti sono i luoghi del tempo (Morfanella, Campordigno, Murlo, Casalino,Lupicaia, Cafaggio e Sterza, Uliveto, Tegolaia per fare qualche nome), il Comune del tempo e i nomi dei suoi abitanti, dei proprietari volterrani. Nel Seicento ci fu l'acquisizione di molte tenute e terre da parte di Benedetto di Cino Lisci da Volterra. Vedi la locandina

Nel 2008

Paola Colonna. La Signora di Piombino e il Santuario della SS. Annunziata di Firenze, pubblicato in Le Antiche Dogane, anno X, n. 112, ottobre 2008).
Vi sono ricordate le relazioni della Principessa Paola Colonna, di Iacopo Appiani, del fratello di lei Oddone Colonna - papa Martino V - con il santuario della SS. Annunziata di Firenze: sono doni ex voto, e argenti ... si accenna all'orafo Batista detto Cattara di Pisa dimorante a Piombino ...).
2 giugno 2008:

Un castello in festa a Querceto (Montecatini Val di Cecina).

A cura dell'Accademia Libera Natura e Cultura, organizzato da Ursula Vetter.
5 luglio 2008: alla Terrazza del Teatro Romano:

Legimus et Loquimur

L'occasione è stata quella del Festival Internazionale del Teatro Romano di Volterra 2008.
18 agosto 2008:

Settimana Medievale di Volterra - festa della Contrada di Piazza e S. Alessandro


Il 22 agosto il quotidiano Il Tirreno ha commentato con un articolo a firma di Elena Bizzotto:

Solidarietà tra le famiglie ecco com'era e com'è Volterra


Il 16 ottobre 2008, presso l'Istituto Geografico Militare di Firenze: lettura dell'intervento del p. Eugenio Casalini:

Passato e presente al convento della SS. Annunziata

(la porta vecchia e la porta nuova del convento), nell'ambito del convegno La sede della Sapienza a Firenze.

Collaborazione alle voci di Wikipedia - primo inserimento di qualche tempo fa

Arcangelo Giani
Barbe Acarie
Pietro Alighieri
Bartolomea Bagnesi
Maria Arcangela Biondini
Giosuè Borsi
Catasto fiorentino
Iacopo Corbinelli
Roberto Costaguti
Augusto Conti
Piero da Vinci
Ciolo degli Abati Bastiano de' Rossi
S. Giuliana Falconieri
Pietro Fanfani
Dina Ferri
Cesare Guasti Dionisio Laurerio
Donato Arsenio Mascagni
Natale Mussini
Panaghia
Serve di Maria




VARIETAS
ovvero INEDITE PERLE DI UNA SCRIBA[cchina] D'ARCHIVIO


Yusuf ibn Harun ar-Ramadi o Al-Ramadi (917-1012) fu un poeta ispanoarabo vissuto durante il regno di Al-Hakam a Cordoba e, dopo la guerra civile, nella Marca superiore di Saragozza governata dai Tuyibíes. Esempio di sensibilità nella poesia descrittiva sono questi versi che descrivono un giardino:
El mirto, la azucena, el jazmín lozano y el alhelí tienen gran mérito y con él se enseñorea el jardín.
Pero el mérito de la rosa es aún mayor.
¿Acaso es el mirto otra cosa que aroma que se extingue arrojado al fuego?
La rosa, aun marchita, deja en el agua perfume que perdura tras de ella.
El mal de la azucena es muy común: tras un instante baja a la tumba.
El jazmín es humilde en sus orígenes, pero su aroma es solemne y orgulloso.
El carácter del alhelí está trastornado, es como un ladrón, se despierta tras la oración de la noche.
La rosa es la señora de los jardines, aunque es sierva de la rosa de las mejillas.

Il mirto, il giglio, il lussureggiante gelsomino e la violacciocca hanno grande merito e di esso si insignora il giardino.

Ma il merito della rosa è ancora maggiore.
Forse è il mirto altra cosa che l'aroma che si estingue gettato nel fuoco?
La rosa, anche appassita in acqua profuma e perdura dopo [la sfioritura].
Il male del giglio è molto comune: dopo un istante scende nella tomba.
Il gelsomino è umile nella sua origine, ma il suo profumo è solenne e orgoglioso.
Il carattere della violacciocca è scombussolato, è come un ladro, si sveglia dopo la preghiera serale.
La rosa è la signora dei giardini, anche se è serva della rosa delle guance.
In una giornata di pioggia, malinconica come una lingua morta una, cento, mille volte, ho preso una rosa rossa «avanzata» dalla memoria del computer e ho affrontato una poesia in latino che non ho vista tradotta altrove, salvo errori … [P.I.M.]

DE ROSIS

Hortus erat Veneris, roseis circumdatus herbis,
gratus ager dominae, quem qui vidisset amaret.
Dum puer hic passim properat decerpere flores
et velare comas, spina libavit acuta
marmoreos digitos: mox ut dolor attigit artus
sanguineamque manum, tinxit sua lumina gutta.
Pervenit ad matrem frendens defertque querellas:
"Unde rosae, mater, coeperunt esse nocentes?
unde tui flores pugnare latentibus armis?
bella gerunt mecum. Floris color et cruor unum est!"

DELLE ROSE

Il giardino era di Venere, con le rose, circondato da erbe, / grato campo della signora, amato, una volta veduto. / Mentre il suo fanciullo (Amore) si affrettava ad cogliere i fiori ovunque / per coprirsi le chiome, una spina acuta gli punse / le dita marmoree: non appena avvertì il dolore profondo / e il sangue alla mano, una lacrima gli spuntò dagli occhi. / Andò dalla madre a lamentarsi: / "In che modo le rose, o madre, hanno cominciato far del male? / Perché i tuoi fiori sono armi nascoste per combattere? / Fanno la guerra contro di me. Il colore del fiore e il sangue è lo stesso!"
Aut hoc risit Amor / aut hoc de pectine traxit / purpureis Aurora comis/ aut sentibus haesit / Cypris et hic spinis insedit sanguis acutis.
O amore rise / o dal pettine trasse / la purpurea aurora gentile / o nel roseto si conficcò / a Venere e qui con le acute spine entrò il sangue.

Dedicato a mia madre

Aurelia Migliorini

Deceduta a Pistoia il 24 settembre 2014 alle 6,15 del mattino.
Ricorre nel 2014 il IV centenario della morte di Giovanni Villifranchi, sacerdote e poeta. La giornata celebrativa si è tenuta a Volterra venerdì 26 settembre. Alle ore 17,30 presso il Teatro Persio Flacco, ha parlato di Giovanni Villifranchi la dott.ssa Paola Ircani Menichini:

Gli ultimi anni di Giovanni Villifranchi e i volterrani al servizio dei granduchi di Toscana e degli Orsini di Bracciano ...

Vedi la locandina

Affido alla rete la trascrizione della Fida Turca di Giovanni Villifranchi

Rappresentata a Volterra per la prima volta il 16 novembre 1612 Leggi

Osservazioni su Camaiano

(Castelnuovo della Misericordia, Gabbro) non Cambiano (Castelfiorentino) Leggi

Lo spino fiorito – Una storia della Vergine

Leggi

Fra Sebastiano Vongeschi di Cutigliano e lo straordinario voto del padre

Leggi

Articoli brevi

Il PDF contiene i seguenti articoli scritti in vari tempi:

Militia est vita hominis super terram
Nostalgia del tempo che sarà, quanta immaginazione! (2014)
Le ore lunghe
Gli uomini di desiderio e i Carri di Ammi - Nadib
Iperurania – I commensali del cielo – Era una notte calma – La pioggia – Aforismi di luce ed amore (161) – Le cause della rovina di uno stato – Il viaggio
L’arte del ben pensare (in difesa di fra Paolo Sarpi)
Le signore dei mistici orti
Fiori d’inverno e piccoli incendi (la Candelora)
«Una Parola Viva» – Concorso della Diocesi di Livorno riservato agli studenti delle scuole medie inferiori e superiori, di Giulia Menichini – 22 Maggio 2006

FIRENZE – Ricordi quotidiani nelle carte d’archivio

Il pittore Lorenzo Gelati e l’angelo di Palazzo Vecchio
Il pittore Cesare Dandini, l’Assunta e Firenze
Nota a «Leonardo all´Annunziata»
L’uomo di talento e l’uomo sensibile
Un voto (dal Libro dei Partiti)
Il cavallo fuggito dal Palio di San Giovanni nel 1690
Fra Leonardo di Bartolomeo erudito e maestro dei Servi di Maria di Firenze (secolo XV)
I “devoti miracoli” di Maria raccolti da Duccio di Gano (sec. XIV)
L´insolito lume nel cielo
L´orto e il giardino della SS. Annunziata
Critiche al Giambologna
La peste del 1630
Fra Agostino Medici e le guerre corsare
Fra Paziente e la SS. Annunziata
L´annuncio fantasma (del p. Eugenio M. Casalini)
L´Annunziata dei Medici (1514)
Anno 1951: l´EIAR diffonde per la prima volta la Messa cantata alla SS. Annunziata di Firenze
Il terremoto nel Mugello del 1542 (dal Libro dei Partiti della SS. Annunziata)
... e il fiore nella guastada
L´oratorio dei Servi a Trogoli di Gaiole in Chianti (sec. XVI)
San Godenzo in Alpe nel 1555-56
Fra Sebastiano Vongeschi di Cutigliano e lo straordinario voto del padre
Descrizione dell´inondamento avvenuto in Firenze il 5 novembre 1844
Un progetto di deviazione dell´Arno ...
La zanzara e i nostri tempi ... come cambia il mondo e come è sempre uguale!

PISA IN ARCHIVIO

La Madonnina di Cascina tra 1547 e 1560
Il p. Giulio Arrighetti dei Servi e la festa a Pisa del 1672 (stile pisano)
Memoria di ritrovamenti archeologici a Pisa e il p. Raimondo Adami (m. 1792) dei Servi di Maria

LUCCA ... con qualche nota storica

Ricordo di Santa Maria dei Servi di Lucca (liturgie, dal Diario ...)
Devozioni della chiesa lucchese
Le suore dei Servi di Maria Vergine Addolorata

PASSAGGIO A ROSIGNANO

La villa di Camigliari (Rosignano Solvay)
La corte longobarda alla Sala di Rosignano nel 784
La Compagnia della Natività di Rosignano
Il Porto di Vada antico e moderno
Vada descritta da Leandro Alberti
I confini della diocesi ecclesiastica e del municipio romano di Volterra
Il ricordo di Orciano in un documento del 765
Il terremoto a Orciano (1846, citazione)

IN REVISIONE ...


Abbiamo ricevuto ...


MONTECATINI VAL DI CECINA
Letizia Franceschini, Michela Marchi, Fabrizio Rosticci, «È sulla vetta del Poggio da 150 anni ....», 2014. leggi
Fabrizio Rosticci, Santa Barbara ... nella tradizione montecatinese, 2014. leggi
Fabrizio Rosticci, Dopo 70 anni ... Le elezioni del 1946, 2016. leggi

... ancora di Fabrizio Rosticci
Il castello e piazza della Repubblica
Il palazzo pretorio
La chiesa parrocchiale di san Biagio
La miniera
Cartoline d'epoca
Le pubblicazioni
Una gita a Montecatini Val di Cecina - marzo 2011.
Fotografie e una stampa della Madonna di Caporciano
La presentazione del libro di Fabrizio Rosticci, L'oratorio della miniera, il 21 maggio 2011, ore 17 al Giardinetto.
Partecipano Letizia Villani, Gabriele Paolini, Michele Marchi, Renzo Rossi.

MONTECASTELLI PISANO
Corso di canti e balli toscani e nazionali a Castelnuovo Val di Cecina (PI) con cadenza settimanale. Inizio sabato 5 Febbraio 2011 ore 17-19,00 presso l'Incubatore Rurale (prima lezione gratuita), insegnante Giovanna Cioffi, con l'intervento dei poeti: Lisa Fedeli, Lorella Nardi, Alessandro Togoli e Roberto Veracini coordinatore. Lettura e commento di interviste fatte per la tesi di Laurea:

La Persistenza della memoria: il caso di Montecastelli Pisano

(Maria Clotilde Lazzari).
Interviste a cui ispirarsi nella composizione delle poesie: Ezio Pisani: Usciere del manicomio. Caterina e Guido Francioli: pag. 20 Scrivete tutte queste cose, il cimitero e le bestie morte.
Alfonso Cucini; pag. 25 e 26 - La Guerra Il matrimonio come la trebbiatura Bruno Cappellini e Velia; La Guerra (le bombe, i partigiani).
Marcello Bozzi ed Enza; pag. 30 c'era un morto a destra e uno a sinistra durante il pranzo del matrimonio.
Mariva, Tosca, Morina: episodio più frutto: Ogni dispiacere ha il suo ricordo Il mio momento più bello: Mai Avuto!

Estate 2010: il Teatro legato al territorio e la rivista L'INCONTRO di Montecastelli pisano parleranno della figura di

Carlo Cassola

legatissimo alla sua Volterra e a tutta la Val di Cecina.
Domenica 20 giugno, convegno preparatorio sul tema : Cassola e la Val di Cecina: la natura e gli abitanti, rel. prof.Daniele Luti, responsabile della Associazione Ultima frontiera per Cassola, prof. Paolo Ferrini, studioso della letteratura del Novecento che ebbe, tra l'altro, la fortuna di conoscere personalmente lo scrittore, prof.Roberto Veracini, scrittore e poeta conosciuto anche a livello europeo.
Domenica 22 agosto, spettacolo teatrale che, con la regia di Mario Rossi, metterà in scena figure e momenti della narrativa cassoliana.

VOLTERRA
Un libro, Migliorini edizioni, Volterra 2010 - Lettere ed altre carte del secolo XIV spettanti alla famiglia Belforti, a cura di Roberto Abbondanza e Andrea Maiarelli

Rudolf Borchardt scritti volterrani

a cura di Elisabetta Abbondanza

La Confessione di Bocchino Belforti

Ipotesi per una messa in scena CD audio a cura di Simone Migliorini e David Dainelli
Il manifesto

Teatro a Volterra - La Compagnia Avventuracolorata presenta

Simone Migliorini David Dainelli Francesca Signorini Cattivi, cattivissimi e bastardi nel teatro di William Shakespeare

di Luigi Lunari da Riccardo III a Amleto ...
10 aprile Fucecchio (Parco Corsini)
4 maggio, 21,15 Livorno (La Goldonetta)
Vedi il manifesto invito


Un fiore per gli archivisti che onorano il tempo e la storia del dono della memoria


Il 19 dicembre 2009 nel giorno del suo 85mo compleanno è deceduto mons.

Mario Bocci di Volterra

insigne studioso e scrittore, archivista diocesano e capitolare, uomo di cultura e di grande umanità.
Da una lapide all'Archivio di Stato di Pisa:

Ranieri Bientinesi

nato a Orciano Pisano nel gennaio 1886
diede
alla famiglia il cuore affettuoso
agli studi memorabilmente ingegno e volere
a questo archivio opera esemplare
alla patria
con ardore e valore italiano
la vita
cadendo eroicamente sul Carso
il 24 maggio 1917 intrepido capitano
di vittoriosi soldati

Poeti e libri della Toscana gentile


Poesie di Margherita Guidacci (1921-1992)

Non inchinarti alla tristezza. Essa è un evento del sogno.
Anche il tormento della pietra il tempo e il sogno consumano.
Ma ciò che è lieve nell'eterno nell'eterno si prolunga,
Poiché lievi sono le brezze e i morti e gli angeli (XI).

Se tu mai non sentisti la notte nei tuoi polsi tremare,
E trafiggerti con gli aghi del sangue,
E i minuti del cuore sconvolgerti in improvvise frane,
Allora nemmeno comprenderai
Che sia, di terra farsi poi nardo e neve,
Ed entrare in un tempo incorruttibile (XVI).

Quando un antico viandante in te si desta ed il capo
Quasi da folto viluppo d'erbe solleva,
Tu presto interrogalo, prima ch'egli ricada nel suo sonno profondo,
Poiché mirabili cose egli potrebbe narrarti intorno ai viventi e ai morti (XVIII).
Alessandro Allegri, fiorentino (1560-1620), fu il fondatore dell'Accademia umoristica della Borra. Visse a Corte, ma poi scrisse:

A Corte rimasi poco.
Nacqui libero, e son, grazia a Dio.
E se pur messi un tratto i pie' ne' ceppi Della Corte, le dissi, Amica addio.
Giulio Cesare Della Croce (1550-1609), fu un letterato e un poeta originario di San Giovanni in Persiceto.
Dal Parlamento degli Uccelli:

Fino la Rana infame Par che mi dica co 'l suo canto roco, Tra, tra, tra tra tutti i versi al foco.
Il gril si prende gioco Di me, e nel buco, il suo cantar comparte, Tri, tri, tri, tristo se fai quest'arte.
Il gatto in ogni parte Par dirmi, se le rime seguirai, Ma un, mai un bajocco acquisterai.
Dolcibene da Firenze,fu un poeta fiorentino del secolo XIV. Buffone di corte, è ricordato anche nelle novelle del Sacchetti. Nel 1359 compose in endecasillabi rimati a coppia una descrizione dei luoghi santi da lui visitati non sempre con grandissima divozione (scriveva il Carducci). Però si dice spesso gran peccatore. Sue opere sono le Rime pie edite ed inedite, e in esse: Le sante cose che si truovavano nel viaggio del sepolcro [cioè un un pellegrinaggio a Gerusalemme) e una Passio.

Brevi versi che a volte si trovano interessanti non si sa perché...


Deh! Quando rivedrò il dolce paese Di Toscana gentile Dove 'l bel fior si vede d'ogni mese
(Cino da Pistoia (1270 - 1336 ca), poeta e giureconsulto.

Com'om salvagio spesso rido e canto Co 'l mal tempo, e' aspetto 'l migliore.
(ser Cione da Firenze, secc. XIII-XIV), poeta giocoso e amoroso.

Come quando dall'acqua e dallo specchio / Salta lo raggio all'opposita parte ... / Si' come mostra esperienza ed arte (Dante, Purgatorio XV,16...)
Quando un raggio di luce salta dall'acqua o da uno specchio alla parte opposta ... proprio come ne insegnano l'esperienza e la scienza.

Varietà di letteratura ...


Da Internet:

Sandals and Fiddlebacks - Franciscan Traditiona Latin Mass

Inventario del Polo Museale di Firenze del 1890

Il Dizionario del Repetti e altri libri in originale

Una poesia in provenzale


da Antologia Provenzale di Emanuel Portal, Hoepli 1911

I TRES COULOUR ITALIANO (1) di Louis Astruc (1857-1904)

Dins lou verd, beise l' oulivié
Rampau d'Italie de Prouvençò,
Signe de pas en brefounié
E d'espèro per la jouvénço.

Dins lou blanc, poutoune la neu,
La pureta de la flour d' ile
Que trelusis coume un souleu
Sus Flourenço, sublime asile.

Dins lou rouge, beise lou sang,
La forço de la gent latino
E beise l'amour uiaussant
Sus li bouqueto flourentino.
(Pè u un bais).

I TRE COLORI ITALIANI

Nel verde bacio l'ulivo, albero d'Italia e di Provenza segno di pace nella bufera e di speranza per la gioventù
Nel bianco bacio la neve, la, purezza del fiordaliso che splende come un sole su Firenze, asilo sublime.
E nel rosso bacio il sangue, la forza della gente latina, e bacio l'amore che ride sulle labbra fiorentine.
(1) I tres coulour italiano. Questa splendida poesia del compianto Louis Astruc fu scritta in occasione delle feste a Beatrice (1890) e fece il giro di tutti i giornali italiani ed esteri, per l'intento nobilissimo che vi si scorge di stringere sempre più legami d'affetto fra le due nazioni latine. (pagina 18)
Vedi la pagina originale

Se questo figlio deve presto guarire, occorre che la madre sia molto fedele e misericordiosa
(Matilde di Magdeburgo, 1282/94: La persona buona deve avere tre figli per i quali pregare).
Un libro raro (purtroppo alluvionato) in PDF: clicca qui
"Descrizione di tutte le pietre ed ornamenti che si ammirano nella magn. Fabbrica della real Cappella di S. Lorenzo. In cui si è premessa la descrizione della cappella dei depositi degli estinti Granduchi della Toscana detta la Sagrestia Nuova. Edizione XII.Corretta ed ampliata da Giuseppe Checchini custode della medesima, Firenze MDCCCI - Nella Stamperia del Giglio'' (Cappelle Medicee di Firenze)